Sabato, 23 Settembre 2017

    

  • Ordine Provinciale dei Medici Chirughi e degli Odontoiatri L'Aquila
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Modalità di Iscrizione agli Albi

ISCRIZIONE ALL’ALBO

Per l’esercizio della professione di medico, requisito indispensabile è l’iscrizione all’Albo dell’Ordine della provincia in cui il medico ha la propria residenza o, in alternativa, il domicilio professionale.

L’art. 9 del D.Lgs.C.P.S. n. 233/1946 stabilisce che:

“Per l'iscrizione all'albo é necessario:

a) essere cittadino italiano;

b) avere il pieno godimento dei diritti civili;

c) essere di buona condotta;

d) aver conseguito il titolo accademico dato o confermato in una università o altro istituto di istruzione superiore a ciò autorizzato ed essere abilitati all'esercizio professionale oppure, per la categoria delle ostetriche, avere ottenuto il diploma rilasciato dalle apposite scuole;

e) avere la residenza o esercitare la professione nella circoscrizione dell'ordine o collegio.

Possono essere anche iscritti all'albo gli stranieri, che abbiano conseguito il titolo di abilitazione in Italia o all'estero, quando siano cittadini di uno Stato con il quale il Governo italiano abbia stipulato, sulla base della reciprocità, un accordo speciale che consenta ad essi l'esercizio della professione in Italia, purché dimostrino di essere di buona condotta e di avere il godimento dei diritti civili.”

Occorre tenere presente che la normativa citata risale al 1946 e, quindi, deve essere letta ed interpretata alla luce delle successive innovazioni legislative.

Per quanto riguarda la lettera a), ad esempio, a seguito delle direttive comunitarie sulla libera circolazione dei professionisti non può essere più considerato requisito indispensabile per l’iscrizione la cittadinanza italiana.

Va anche sottolineato, per quanto riguarda la lettera c), che il certificato attestante la buona condotta è stato da tempo abrogato, pertanto il requisito della buona condotta dovrà essere vagliato dall’Ordine sulla base di altri elementi che potranno essere, ad esempio, il controllo sulla inesistenza di provvedimenti e/o procedimenti penali a carico del sanitario.

Anche per quanto riguarda il requisito della residenza di cui alla lettera e), la normativa sulla libera circolazione dei professionisti non ha reso più necessario il possesso del relativo certificato. Il medico potrà, peraltro, iscriversi nell’Ordine nella cui provincia esercita la propria attività lavorativa o nella provincia dell’Ordine ove elegga il proprio domicilio.

Alla luce di queste annotazioni vanno, quindi, letti gli articoli 4, 6 e 7 del D.P.R. 5 aprile 1950, n. 221, che prevedono il procedimento di iscrizione all’Ordine e la relativa documentazione che i sanitari dovranno presentare.

Si ricorda, infine, che, ai sensi della normativa di cui al D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445 (Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa), molti documenti possono essere autocertificati dall’iscrivendo, fermo restando l’obbligo di controllo, da parte dell’Ordine, sulla veridicità delle dichiarazioni sostitutive presentate.

CLICCA QUI PER LA MODULISTICA PER L'ISCRIZIONE ALL'ALBO


Iscrizione all'Albo - CITTADINI COMUNITARI

Le recenti norme comunitarie – da ultima la Direttiva 2005/36/CE relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali – prevedono che il cittadino comunitario in possesso di un titolo professionale attestante un percorso formativo interamente compiuto in un Paese comunitario, può svolgere stabilmente la professione medica in Italia previa presentazione al Ministero della Salute della domanda per il riconoscimento del titolo.

Tale procedura, per i cittadini comunitari, si sostanzia in una verifica della regolarità della documentazione presentata, il cui esito positivo autorizza l’interessato a richiedere l’iscrizione all’Albo professionale italiano.

Nel segnalare che la procedura per il riconoscimento del titolo è indicata nel sito del Ministero della Salute (www.salute.gov.it), si ricorda che, anche per i cittadini comunitari, l’Ordine deve verificare – con le modalità che riterrà più opportune – la conoscenza della lingua italiana che permetta al sanitario di svolgere la professione nel nostro Paese.

CLICCA QUI PER LA MODULISTICA PER IL RICONOSCIMENTO DEL TITOLO


Iscrizione all'Albo - CITTADINI NON COMUNITARI

Una procedura più complessa riguarda la domanda di riconoscimento di un titolo presentato da un cittadino non appartenente alla Unione Europea, laureato in un Paese extracomunitario. La medesima procedura riguarda anche i cittadini di Paesi extracomunitari che abbiano ottenuto il riconoscimento della Unione Europea.
La domanda di riconoscimento del titolo presentata da un cittadino di un Paese extracomunitario è vagliata da un’apposita Conferenza dei Servizi, cui partecipano, fra gli altri, anche rappresentanti del Ministero della Salute, dell’Università e della FNOMCeO.
La Conferenza dei Servizi potrà concludere la sua verifica o dichiarando il riconoscimento del titolo ritenuto equipollente a quello italiano, o negando tale riconoscimento, oppure chiamando il sanitario ad una verifica della sua formazione attraverso una prova attitudinale o un apposito tirocinio da svolgere presso una struttura sanitaria universitaria italiana.
 
Si ricorda che anche la documentazione e la modulistica necessaria alla presentazione della domanda di riconoscimento del proprio titolo da parte di un cittadino extracomunitario può essere reperita nel sito del Ministero già riportato.
 
Ovviamente, anche per il cittadino extracomunitario l’Ordine dovrà verificare la conoscenza sufficiente della lingua italiana.
 
La normativa generale cui si è fatto riferimento discende dal Testo Unico sull’immigrazione, approvato con D.Lgs. 28 luglio 1998, n. 286 e dal successivo regolamento di attuazione, approvato con D.P.R. 31 agosto 1999, n. 394.
 
Si ricorda, infine, anche la circolare del Ministero della Salute del 12 aprile 2000.

PERMESSO DI SOGGIORNO
 
Per quanto riguarda i cittadini extracomunitari, l’Ordine deve anche verificare la legittimità del soggiorno nel nostro Paese.
A questo riguardo lo straniero dovrà essere in possesso di uno dei seguenti permessi:
- permesso di soggiorno rilasciato per motivi di lavoro subordinato o autonomo o per motivi familiari;
- permesso di soggiorno rilasciato per motivi di studio e formazione, limitatamente al periodo di validità dello stesso per un tempo non superiore a 20 ore settimanali e comunque non superiore a 1040 ore annuali.
 
Prima di concludere l’argomento concernente l’iscrizione in Italia degli stranieri, occorre ricordare che è tuttora valida la norma di cui all’art. 9, ultimo comma, del D.Lgs.C.P.S. 13 settembre 1946, n. 233, sopra riportata.
Va appena ricordato che sono ormai molto pochi gli accordi di reciprocità, ad esempio quello con l’Egitto, mentre recentemente è stato abrogato tale accordo con la Siria.
Tutta la relativa modulistica è consultabile sul sito del Ministero della Salute di cui CLICCANDO SUL SEGUENTE LINK
  • 23/09/2014